Presupposto: la versione è d'autore e non rimaneggiata. E' molto difficile. Quindi non preoccupatevi se la costruzione è strana. E' la costruzione tipica del tempo in cui venne scritta.
Pausania (fu) un grande uomo Lacedemone, ma volubile in ogni maniera di vita: infatti non appena eccelse in valore, in tale maniera venne sopraffatto dai difetti. Di costui è molto famosa la battaglia presso Platea. Infatti, essendo Pausania comandante di Greci, Mardonio, satrapo regale, (proveniente dalla Media) Medo di nazione, genero del re, vigoroso di forza fisica e pieno di saggezza tra i più importanti di tutti i Persiani, venne messo in fuga, con un grande esercito e un gran numero di fanteria e cavalleria, da una non così grande potenza della Grecia, e in quella battaglia lo stesso comandante morì. Dopo quella vittoria iniziò a ottenere moltissime cose e a desiderarne più grandi. Infatti egli collocò a Defli un tripode d'oro (preso) dal bottino (di guerra), con incisa un'iscrizione: " Per ordine di Pausania i barbari presso Platea sono stati eliminati. Riguardo questa vittoria Pausania ha dato un dono ad Apollo". I Lacedemoni tolsero questi versi e incisero i nomi delle loro città, delle quali con (il loro) aiuto erano stati vinti i Persiani.
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domenica 17 gennaio 2010
venerdì 15 gennaio 2010
Frasi esercizio a ; Pagina 262 Nova Officina- Latino. Frasi 3-4-7
3. Quando Cicerone stava per tenere un discorso, le guardie di Clodio irruppero armate nella piazza.
4. Ignoriamo in quale giorno saremo destinati a morire.
7. Essendo allontanato in esilio, Ovidio consegnò i suoi libri agli amici per (farli bruciare) essere bruciati.
PS: Farli bruciare traduzione puntuale.
Essere bruciati traduzione letterale.
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4. Ignoriamo in quale giorno saremo destinati a morire.
7. Essendo allontanato in esilio, Ovidio consegnò i suoi libri agli amici per (farli bruciare) essere bruciati.
PS: Farli bruciare traduzione puntuale.
Essere bruciati traduzione letterale.
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mercoledì 13 gennaio 2010
Frasi esercizio 1.2 Pagina 186 Ellenisti- Greco. Frasi numero 6,7,8,9,10
Numero 6. I guadagni (che vengono) procurati turpmente, procurano disgrazie
Numero 7. (E') turpe vivere bene con cattive abitudini
Numero 8. Agli uomini conviene essere contenti delle sofferenze: infatti con la sofferenza imparano a essere saggi
Numero 9. Gli animali si riempiono di cibo, invece la stirpe degli uomini è insaziabile di guadagno
Numero 10. Con il vino i caratteri diventano manifesti
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Numero 7. (E') turpe vivere bene con cattive abitudini
Numero 8. Agli uomini conviene essere contenti delle sofferenze: infatti con la sofferenza imparano a essere saggi
Numero 9. Gli animali si riempiono di cibo, invece la stirpe degli uomini è insaziabile di guadagno
Numero 10. Con il vino i caratteri diventano manifesti
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martedì 12 gennaio 2010
Esercizio n°16 pag. 274 (Cotidie Discere1)
1.Gli alunni devono leggere i buoni libri.
2.Gli uomini devono venerare gli dei.
3.Tutti devono osservare le leggi.
4.I cittadini dovranni sempre difendere la città.
5.Voi dovrete dire sempre la verità.
6.I soldati devono combattere con onore.
7.I Greci dovettero espugnare Troia con l'inganno.
8.I cittadini non devono evitare nessun pericolo per la salvezza.
9.Noi dobbiamo fare molte cose.
10.Dobbiamo considerare gli uomini onesti beati, anche se poveri.
11.Gli amici dovranno sempre ottenere l'aiuto da noi.
12.L'uomo finchè è vivo deve sperare ogni cosa.
13.La retta coscenza dovrà sempre essere seguita.
2.Gli uomini devono venerare gli dei.
3.Tutti devono osservare le leggi.
4.I cittadini dovranni sempre difendere la città.
5.Voi dovrete dire sempre la verità.
6.I soldati devono combattere con onore.
7.I Greci dovettero espugnare Troia con l'inganno.
8.I cittadini non devono evitare nessun pericolo per la salvezza.
9.Noi dobbiamo fare molte cose.
10.Dobbiamo considerare gli uomini onesti beati, anche se poveri.
11.Gli amici dovranno sempre ottenere l'aiuto da noi.
12.L'uomo finchè è vivo deve sperare ogni cosa.
13.La retta coscenza dovrà sempre essere seguita.
Versione Latino Pagina 116, n° 72, Nova Officina: Alessandro Magno
Molti prodigi sono narrati su Alessandro, più fantastici che veri, come segni della sua grandezza. Infatti nel giorno in cui fu generato, due aquile si posarono sopra il tetto della casa paterna, preannunciando il destino di due imperi: (dell') Europa e (dell') Asia. Nello stesso giorno suo padre Filippo ricevette l'annuncio di due vittorie: una della battaglia olimpica, l'altra della guerra illirica. Quando fu più grande per età ebbe per 5 anni come maestro Aristotele, il filosofo più colto tra tutti (quelli) di quel tempo. Al ventesimo anno di età succedette a Filippo e sottomise tutta la Grecia molto velocemente. Da qui, desiderando cose sempre più grandi, condusse numerose guerre per molti anni, sottomise popoli estremamente forti e giunse ai confini estremi dell' Asia. Avendo deciso di ritornare in patria, cadde in una malattia tanto grave da essere colto dalla morte nel giro di pochi giorni.
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Versione Latino Pagina 116, n° 71, Nova Officina ; Numanzia contro Roma
Contro Numanzia, la ricca e potente (città) tra le città della Spagna, i Romani condussero a lungo una guerra dalla sorte alterna. Con i Numantini il console Quinto Pompeo, essendo stato superato in battaglia, fece una pace del tutto ignobile. In seguito anche Caio Ostilio Mancino instaurò una pace alquanto ignobile, ma il trattato non fu accettato dal popolo e dal senato poichè era assai vergognoso. Dopo tanto disonore Publio Scipione fu nominato console e mandato in Spagna contro i Numantini. Scipipone condusse l'impresa con sorte più favorevole dei precedenti consoli e in breve tempoi accettò in resa moltissime città della Spagna. Infine, mentre la Numanzia era occupata a lungo, i poveri cittadini furono tanto oppressi dalla fame che furono spinti alla resa. Allora, dopo che le mura vennero abbattute del tutto e tutti i palazzi bruciati, la sorte degli uomini non fu meno misera di quella della città: infatti tutti vennero condotti in schiavitù o masscrati con un'uccisione molto crudele.
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venerdì 8 gennaio 2010
Es. n°12 pag.270
1. L'alunno si accinge a leggere il libro.
2.Tullia si accinge a scrivere una lettera.
3.I Persiani stavano per invadere la Grecia.
4.I Romani stavano per condurre una guerra contro i Sanniti.
5.Gli Elvezi stavano per intraprendere un viaggio per la provincia.
6.Non sto per imitare gli empi.
7.Annibale si accingeva a condurre le famose gesta.
8.Scipione stava per trasportare le truppe in Africa.
9.I Galli stavano per attaccare il Campidoglio
10.Nessuno sta per tradire il nostro stato.
2.Tullia si accinge a scrivere una lettera.
3.I Persiani stavano per invadere la Grecia.
4.I Romani stavano per condurre una guerra contro i Sanniti.
5.Gli Elvezi stavano per intraprendere un viaggio per la provincia.
6.Non sto per imitare gli empi.
7.Annibale si accingeva a condurre le famose gesta.
8.Scipione stava per trasportare le truppe in Africa.
9.I Galli stavano per attaccare il Campidoglio
10.Nessuno sta per tradire il nostro stato.
lunedì 4 gennaio 2010
VERSIONI PER LE VACANZE:
Versione n°6 pag.147
Nell'anno 470° dalla fondazione dell'Urbe, sebbene il nome di Roma fosse già famoso, la guerra non era stata ancora portata fuori dall'Italia.
Allora venne indetto un censimento affinchè si conoscesse quante fossero le truppe dei Romani.
Quindi vennero trovati e presi 292.334 fra i cittadini, nonostante dalla fondazione dell'Urbe le guerre non fossero mai cessate.
E fu intrapresa la prima guerra contro gli africani.
Si combattè in sicilia ed Appio Claudio tionfò sui Cartaginesi e sul re della Sicilia Gerone.
Nel 5° anno della guerra punica che era condotta contro gli africani, per la prima volta i Romani disposero le navi rostrate che chiamarono Liburniche e combatterono in mare.
Il console Cornelio fu catturato con un inganno.
Duilio in una battaglia,vinse il comandante dei Cartaginesi, catturò 301 navi, ne affondò 40(o 14), catturò 7000 nemici, ne uccise 3000.
nessuna vittoria fu più gradita ai Romani: infatti i Romani, invincibili per terra, potevano così anche comandare per mare.
Versione n°8 pag. 149
Il Cartaginese Amilcare, con cognome Barca, appena un giovinetto durante la prima guerra Punica presiedeva un esercito in Sicilia.
Sebbene prima del suo avvento i Cartaginesi venivano spesso sconfitti sia per mare cche per terra, lo stesso, quando si trovò in mezzo ad uno scontro, non cedette mai ai nemici ma spesso li sfidava e ne usciva sempre vincitore.
Perciò i Cartaginesi, avendo abbandonato quasi tutto in Sicilia, vinti presso le isole Egadi da Catulo Luttazio,console dei Romani, decisero di dichiarare la fine della guerra e affidarono quella situazione alla volontà di Amilcare.
Quello benchè controvoglia, però li incitò affinchè ottenessero la pace dai Romani; infatti percepiva la patria esausta (pezzo che non ho saputo tradurre#########################).
Ma nella mente pensava di rinnovare entro poco la guerra e incalzare i Romani con gli eserciti affinchè o vincessero con onore o si desseroper vinti.
Con questa decisione conciliò la pace.
Nell'anno 470° dalla fondazione dell'Urbe, sebbene il nome di Roma fosse già famoso, la guerra non era stata ancora portata fuori dall'Italia.
Allora venne indetto un censimento affinchè si conoscesse quante fossero le truppe dei Romani.
Quindi vennero trovati e presi 292.334 fra i cittadini, nonostante dalla fondazione dell'Urbe le guerre non fossero mai cessate.
E fu intrapresa la prima guerra contro gli africani.
Si combattè in sicilia ed Appio Claudio tionfò sui Cartaginesi e sul re della Sicilia Gerone.
Nel 5° anno della guerra punica che era condotta contro gli africani, per la prima volta i Romani disposero le navi rostrate che chiamarono Liburniche e combatterono in mare.
Il console Cornelio fu catturato con un inganno.
Duilio in una battaglia,vinse il comandante dei Cartaginesi, catturò 301 navi, ne affondò 40(o 14), catturò 7000 nemici, ne uccise 3000.
nessuna vittoria fu più gradita ai Romani: infatti i Romani, invincibili per terra, potevano così anche comandare per mare.
Versione n°8 pag. 149
Il Cartaginese Amilcare, con cognome Barca, appena un giovinetto durante la prima guerra Punica presiedeva un esercito in Sicilia.
Sebbene prima del suo avvento i Cartaginesi venivano spesso sconfitti sia per mare cche per terra, lo stesso, quando si trovò in mezzo ad uno scontro, non cedette mai ai nemici ma spesso li sfidava e ne usciva sempre vincitore.
Perciò i Cartaginesi, avendo abbandonato quasi tutto in Sicilia, vinti presso le isole Egadi da Catulo Luttazio,console dei Romani, decisero di dichiarare la fine della guerra e affidarono quella situazione alla volontà di Amilcare.
Quello benchè controvoglia, però li incitò affinchè ottenessero la pace dai Romani; infatti percepiva la patria esausta (pezzo che non ho saputo tradurre#########################).
Ma nella mente pensava di rinnovare entro poco la guerra e incalzare i Romani con gli eserciti affinchè o vincessero con onore o si desseroper vinti.
Con questa decisione conciliò la pace.
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