A Siracusa una vecchietta supplicava quotidianamente gli dei affinchè Dionigi, crudelissimo tirannno della città, fosse sempre incolume e vivesse a lungo.
Quando Dionigi seppe questo, la chiamò a se e chiese la causa delle preghiere.
E quella molto liberamente: "Una volta in questa città governava un tiranno crudele, dopo l'uccisione del quale un tiranno più feroce occupò la rocca di Siracusa, e perciò desideravo fortissimamente che anche la sua dominazione breve, ma allora avemmo te, di cui a tutti è nota l'immane crudeltà.
Perciò ho offerto la mia vita per la tua salvezza, affinchè dopo la tua morte non ci capiti un tiranno anche peggiore".
Dionigi non potè punire una così spiritosa franchezza.
lunedì 12 ottobre 2009
sabato 10 ottobre 2009
Versione 110 pag.178
La versione è molto complicata e per evitare eventuali errori non la metto se proprio non ci riuscite lasciate un commentoed io la posterò....
Scucate l'inconveniente.
Scucate l'inconveniente.
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Consigli per vincere Annibale
martedì 6 ottobre 2009
Versione 109 pag.177
Un uomo poverissimo incontrò un amico che possedeva grandi ricchezze.
Mosso dalla necessità chiese alcuni soldi i prestito.
Il ricco però, che non si fidava di nessuno, rifiutò senza alcuna esitazione: anzi tornò subito a casa, scavo una fossa in giardino e lì ripose tutte le sue ricchezze le quali contemplava estraendo quotidianamente con grande gioia degli occhi.
Ma una volta un ladro vide questo e di notte portò via il tesoro.
Il giorno dopo l'uomo si recò alla fossa, estrasse più terra del solito, ma non trovò nessun tesoro, perciò cominciò ad emettere forti gemiti.
Quello povero a cui si era rifiutato di dare il denaro lo vide, e chiese la causa della lamentela.
Quando sentì la risposta chiese: "Perchè piangi? Qualefelicità ti veniva dal denaro? A chi giovava? Nel luogo in cui avevi nascosto il tesoro poni una pietra: per quanto ti riguarda sarà la stessa cosa e nessuno la porterà via, infatti il denaro se non lo usi è inutile".
PARADIGMI:
Sum,es,fui,esse
Possideo,es,edi,essum,ere
Peto,is,ivi,itum,ire
Fido,is,issum,ere
Recuso,as,avi,atum,are
Remeo,as,avi,atum,are
Condo,id,didi,itum,ire
Specto,as,avi,atum,are
Asporto,as,avi,atum,are
Veneo,is,ui,itum,ire
Caepi,isti,caeptum,caepisse
Audio,is,ivi,itum,ire
Queso,is,ivi,itum,are
Mosso dalla necessità chiese alcuni soldi i prestito.
Il ricco però, che non si fidava di nessuno, rifiutò senza alcuna esitazione: anzi tornò subito a casa, scavo una fossa in giardino e lì ripose tutte le sue ricchezze le quali contemplava estraendo quotidianamente con grande gioia degli occhi.
Ma una volta un ladro vide questo e di notte portò via il tesoro.
Il giorno dopo l'uomo si recò alla fossa, estrasse più terra del solito, ma non trovò nessun tesoro, perciò cominciò ad emettere forti gemiti.
Quello povero a cui si era rifiutato di dare il denaro lo vide, e chiese la causa della lamentela.
Quando sentì la risposta chiese: "Perchè piangi? Qualefelicità ti veniva dal denaro? A chi giovava? Nel luogo in cui avevi nascosto il tesoro poni una pietra: per quanto ti riguarda sarà la stessa cosa e nessuno la porterà via, infatti il denaro se non lo usi è inutile".
PARADIGMI:
Sum,es,fui,esse
Possideo,es,edi,essum,ere
Peto,is,ivi,itum,ire
Fido,is,issum,ere
Recuso,as,avi,atum,are
Remeo,as,avi,atum,are
Condo,id,didi,itum,ire
Specto,as,avi,atum,are
Asporto,as,avi,atum,are
Veneo,is,ui,itum,ire
Caepi,isti,caeptum,caepisse
Audio,is,ivi,itum,ire
Queso,is,ivi,itum,are
giovedì 1 ottobre 2009
Versione 75 pag.122(COTIDIE DISCERE 1 )
Caio Giulio Cesare era del partito dei popolari; all'inizio, tuttavia, strinse alleanza con Pompeo, capo della nobiltà, e con Crasso, uomo oltremodo ricco e potente.
Perciò preparò con Pompeo e con Crasso la rovina dello stato: infatti privò i magistrati della legittima autorità, instituì il triumvirato e chiese l'amministrazione della provincia della Gallia.
Gestì molti affari con la fortuna favorevole e in breve tempo ridusse tuatta la gallia sotto il dominio dei Romani.
Condusse una guerra perfino con i Britanni con successo e vinse anche i Germani, che abitano oltre il Reno, con grandi battaglie.
Allora però ebbe inizio una guerra civile, abominevole e funesta.
Infatti quando Cesare chiese un secondo consolato, il senato, su esortazione di Pompeo, si appose alla richiesta.
Allora Cesare, deluso nella speranza, passò il fiume Rubicone con l'esercito e si diresse verso Roma.
Alla notizia dell'avvento di Cesare i consoli con Pompeo si rifugiarono a Brindisi, con il senato e tutta la nobiltà, e da lì in Grecia.
Perciò preparò con Pompeo e con Crasso la rovina dello stato: infatti privò i magistrati della legittima autorità, instituì il triumvirato e chiese l'amministrazione della provincia della Gallia.
Gestì molti affari con la fortuna favorevole e in breve tempo ridusse tuatta la gallia sotto il dominio dei Romani.
Condusse una guerra perfino con i Britanni con successo e vinse anche i Germani, che abitano oltre il Reno, con grandi battaglie.
Allora però ebbe inizio una guerra civile, abominevole e funesta.
Infatti quando Cesare chiese un secondo consolato, il senato, su esortazione di Pompeo, si appose alla richiesta.
Allora Cesare, deluso nella speranza, passò il fiume Rubicone con l'esercito e si diresse verso Roma.
Alla notizia dell'avvento di Cesare i consoli con Pompeo si rifugiarono a Brindisi, con il senato e tutta la nobiltà, e da lì in Grecia.
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Cesare passa il Rubicone
Versione 68 pag. 115 (COTIDIE DISCERE 1)
All'inizio della primavera Annibale condusse le truppe fuori dall'accampamento invernale, devastò le città ed i campi con il ferro e con il fuoc, e giunse attraverso l'Etruria al lago Trasimeno.
Fra il lago ed i colli la via è angusta, oltre sie stende un ampia pianura.
Lì il comandante dei Cartaginesi pose l'accampamento in luogo aperto; dispose i soldati armati alla leggera oltre i colli, nascose la cavalleria in agguato presso l'imboccatura del bosco.
Anche l'esercito dei romani giunse pressoil lago, sotto la guida del console Flaminio: superò i luoghi stretti, vide le truppe di Annibale nel campo aperto e subitò contro i nemici.
Per caso una densa nebbia sia lzò dal lago e coprì tutti i luoghi intorno.
E così il console non si accorse delle insidie dei Cartaginesi che incombevano alle spalle e sopra la testa: la fanteria e la cavalleria di Annibale, i monti e il lago Trasimeno circondavano da ogni parte i Romani.
Fra il lago ed i colli la via è angusta, oltre sie stende un ampia pianura.
Lì il comandante dei Cartaginesi pose l'accampamento in luogo aperto; dispose i soldati armati alla leggera oltre i colli, nascose la cavalleria in agguato presso l'imboccatura del bosco.
Anche l'esercito dei romani giunse pressoil lago, sotto la guida del console Flaminio: superò i luoghi stretti, vide le truppe di Annibale nel campo aperto e subitò contro i nemici.
Per caso una densa nebbia sia lzò dal lago e coprì tutti i luoghi intorno.
E così il console non si accorse delle insidie dei Cartaginesi che incombevano alle spalle e sopra la testa: la fanteria e la cavalleria di Annibale, i monti e il lago Trasimeno circondavano da ogni parte i Romani.
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La battaglia del Trasimeno (1)
martedì 29 settembre 2009
Versione n°108 pag.177 (COTIDIE DISCERE 1 )
Due muli procedevano per la stessa strada, gravati da pesanti some: uno dei quali portava ceste con ricchezze, l'altro sacchi gonfi con molto orzo.
Il mulo ricco per il carico procedeva dietro con passo calmo e placido.
Subito i briganti gli piombarono addosso in un agguato e nella colluttazione feriscono il mulo portante le ricchezze, saccheggiano il denaro, trascurano invece l'altro, che portava vile orzo.
Dopo che i briganti si allontanarono, il mulo spogliato delle ricchezze e ferito miseramente la sua sorte.
Allora l'altro disse: "Certamente sono molto lieto che i briganti mi trascurarono: infatti non persi nulla, e non ricevetti nessuna ferita".
Secondo questo ragionamento la semplicità degli uomini è sicura, al contrario le grandi ricchezze sono sempre esposte a qualche pericolo.
Il mulo ricco per il carico procedeva dietro con passo calmo e placido.
Subito i briganti gli piombarono addosso in un agguato e nella colluttazione feriscono il mulo portante le ricchezze, saccheggiano il denaro, trascurano invece l'altro, che portava vile orzo.
Dopo che i briganti si allontanarono, il mulo spogliato delle ricchezze e ferito miseramente la sua sorte.
Allora l'altro disse: "Certamente sono molto lieto che i briganti mi trascurarono: infatti non persi nulla, e non ricevetti nessuna ferita".
Secondo questo ragionamento la semplicità degli uomini è sicura, al contrario le grandi ricchezze sono sempre esposte a qualche pericolo.
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